Il rapporto Accenture Technology Vision 2025 esplora l’evoluzione dell’intelligenza artificiale verso una maggiore autonomia, paragonandola a una “dichiarazione di autonomia” che trasformerà le imprese e la società. Il documento evidenzia come l’AI generalizzata stia superando i tradizionali approcci di automazione, creando “cervelli digitali cognitivi” che rimodelleranno il ruolo della tecnologia.
Un tema centrale è la fiducia, considerata il limite potenziale delle illimitate possibilità dell’AI e un elemento cruciale per la sua adozione su vasta scala.
Il rapporto analizza quattro tendenze chiave:
- l’impatto dell’AI sui sistemi software – Binary Big Bang,
- la necessità di infondere personalità nelle interazioni AI con i clienti – Your Face, in the Future,
- la reinvenzione della robotica attraverso i modelli di fondazione – When LLMs get their Bodies,
- il ciclo virtuoso di apprendimento tra persone e AI – The New Learning Loop.

Indice degli argomenti:
Accenture Technology Vision 2025: come l’intelligenza artificiale autonoma trasformerà le operazioni aziendali
Secondo Accenture, l’intelligenza artificiale autonoma trasformerà profondamente le operazioni aziendali, i modelli di business e l’interazione con i clienti.
Operazioni aziendali
- L’AI è vista come il nuovo digitale e sarà utilizzata in ogni parte dell’impresa, con un effetto a rete su tutto e tutti i soggetti coinvolti. Si prevede che l’AI autonoma andrà oltre l’automazione, agendo per conto delle persone e fornendo loro la capacità di svolgere nuovi compiti e di eseguirne altri meglio che mai.
- Le aziende creeranno i propri “cervelli digitali cognitivi AI” che rimodelleranno completamente il ruolo della tecnologia in tutta l’impresa e con il personale. Questo cambierà radicalmente il modo in cui i sistemi tecnologici aziendali vengono progettati, utilizzati e gestiti, fungendo anche da ambasciatori del marchio e operando nel mondo fisico attraverso corpi robotici.
- L’AI generalizzata porterà nuovi livelli di autonomia in tutta l’azienda, evolvendo la capacità di reinventarsi con tecnologia, dati e AI. Sistemi AI autonomi potranno intraprendere interi flussi di lavoro o interazioni con i clienti senza la necessità di un costante intervento umano, pur mantenendo la supervisione strategica.
- Il “cervello digitale cognitivo” diventerà il sistema nervoso centrale per il processo decisionale aziendale e l’apprendimento continuo, composto da conoscenza, modelli, agenti e un’architettura completa. Gli agenti AI, progettati per risolvere problemi e affrontare compiti con un intervento umano minimo, impareranno e cresceranno nel tempo, portando pianificazione, riflessione e adattabilità.
- L’autonomia crescente nei sistemi tecnologici richiederà alle imprese di ripensare la fiducia in questi sistemi e le misure di sicurezza necessarie.
Modelli di business
- L’AI porterà possibilità quasi illimitate di innovazione e crescita. L’uso di AI generativa come catalizzatore per la reinvenzione risolverà nuovi problemi, creerà nuove invenzioni e trasformerà settori e governi.
- La “Binary Big Bang” rappresenta un momento di transizione in cui i modelli fondativi stanno cambiando il modo in cui progettiamo, utilizziamo e gestiamo i sistemi tecnologici. Si prevede un futuro di abbondanza, astrazione e autonomia nei sistemi tecnologici.
- Gli agenti AI sono visti come la massima espressione dell’innovazione AI, con il potenziale di sfidare la natura stessa del software e creare nuove opportunità e interruzioni. Questo potrebbe portare a nuovi modelli di business, come la costruzione di funzionalità per altre piattaforme.
- L’evoluzione verso robot generalisti con autonomia nel mondo fisico aprirà opportunità di reinvenzione fisica in settori che tradizionalmente non utilizzano la robotica. Questo potrebbe anche portare a nuovi modelli di business come la robotica come servizio (robotics-as-a-service).
Interazione con i clienti
- Le aziende stanno implementando l’AI generativa per il servizio clienti e la generazione di materiale pubblicitario, integrando interfacce chatbot nei prodotti. Tuttavia, se non si presta attenzione, ogni azienda potrebbe finire per avere la stessa “faccia”.
- L’AI autonoma sta imbevendo di autonomia l’esperienza del cliente, con agenti, bot e sistemi tecnologici in grado di guidare le vendite, risolvere problemi e fissare appuntamenti su vasta scala.
- È fondamentale che le aziende iniettino la personalità del proprio marchio nei sistemi AI per evitare esperienze generiche e monotone. L’AI personificata può dare vita alle esperienze e sbloccare relazioni con i clienti come mai prima d’ora.
- Le interazioni con gli agenti AI possono essere utilizzate come fonte di dati per costruire profili cliente più approfonditi. Modelli multimodali con capacità audio, immagine e video espanderanno notevolmente i modi in cui l’AI può essere utilizzata a contatto con i clienti.
- Costruire la fiducia sarà fondamentale nell’interazione con i clienti tramite AI autonoma. Le aziende dovranno affrontare le dimensioni emotive e cognitive della fiducia, garantendo che i sistemi agiscano in modo affidabile e competente. La trasparenza, la protezione dei dati e la capacità di spiegare il processo decisionale dell’AI saranno essenziali per conquistare la fiducia dei clienti.

Accenture Technology Vision 2025: “Binary Big Bang” guidato dall’AI
Il “Binary Big Bang” guidato dall’AI avrà implicazioni profonde e trasformative per l’architettura software e gli ecosistemi digitali futuri, come dettagliato nella sezione dedicata del report. Questo momento di transizione, innescato dalla capacità dei modelli fondazionali di superare la barriera del linguaggio naturale, sta ridefinendo il modo in cui progettiamo, utilizziamo e facciamo operare i nostri sistemi tecnologici.
Ecco le implicazioni principali
- Sistemi agentici al centro: gli agenti e i sistemi agentici rappresentano il culmine dell’innovazione AI attuale e sfidano la natura stessa del software.
- Non saranno solo strumenti per potenziare il software esistente, ma evolveranno per creare nuovi processi, flussi di lavoro e software.
- Sono visti come i principali utenti dei sistemi digitali interni della maggior parte delle aziende in futuro.
- La ricerca e l’interesse commerciale nei sistemi agentici sono in forte aumento.
- Il ruolo critico del Digital Core Componibile: per raggiungere la vera autonomia degli agenti, le aziende dovranno connettere senza soluzione di continuità fonti di dati interne ed esterne con piattaforme analitiche capaci di utilizzare tali dati per guidare il processo decisionale e le azioni utili. Un’architettura componibile, basata su componenti modulari e interoperabili, diventerà quindi fondamentale. Gli agenti saranno i principali utilizzatori del digital core, sfruttandolo per rispondere alle richieste degli utenti e comporre nuove soluzioni digitali.
- L’evoluzione dell’Interfaccia Utente (Generative UI): L’AI generativa rivoluzionerà il concetto di interfaccia utente. L’obiettivo a lungo termine è un sistema che genera dinamicamente interfacce in tempo reale in base al contesto e alle esigenze individuali. Questo va oltre la semplice personalizzazione dei contenuti e implica un cambiamento completo nella struttura, nel flusso e nei metodi di interazione. I sistemi agentici e i digital core componibili renderanno fattibili componenti UI personalizzati e generati dinamicamente, guidati da interfacce basate sul linguaggio naturale.
- Oltre il paradigma delle App: Il modello tradizionale di software come applicazioni che confezionano funzionalità, dati e un’interfaccia utente è destinato a essere disgregato. Invece di dover trovare e passare tra diverse app per completare le attività, gli utenti potranno interagire con sistemi agentici tramite interfacce in linguaggio naturale, che a loro volta orchestreranno un insieme di attività digitali sfruttando il digital core. Questo porterà a esperienze più personalizzate e a nuovi modi di interagire con clienti e partner.
- Nuove dinamiche degli ecosistemi digitali: Gli agenti saranno elementi critici degli ecosistemi digitali futuri. Saranno utenti e definitari del digital core, costruendo continuamente funzioni e sistemi di controllo qualità. Le aziende dovranno ripensare le proprie architetture per gestire milioni di agenti autonomi e abbracciare l’astrazione nelle proprie fondamenta tecnologiche. Questo porterà a una rapida espansione degli ecosistemi digitali, con aziende pronte a sfruttare questa abbondanza, astrazione e autonomia che supereranno rapidamente quelle che rimarranno indietro.
- La centralità della fiducia: la fiducia è un elemento imprescindibile per l’adozione e il successo di questa nuova era. Le aziende dovranno costruire sistemi AI affidabili, sicuri e in linea con i valori aziendali per poter sfruttare appieno il potenziale del “Binary Big Bang” e dell’autonomia dell’AI. La mancanza di fiducia sarà il principale freno alla crescita in questo nuovo scenario.

I tre pilastri della nuova era tecnologica secondo Accenture
Secondo Accenture, i tre pilastri della nuova era tecnologica sono abbondanza, astrazione e autonomia.
- Abbondanza: la creazione di sistemi digitali sta diventando molto più economica e veloce, come dimostrato dai copiloti di codifica. L’intelligenza artificiale generativa sta rendendo più efficiente che mai la generazione di codice, con un impatto significativo sulla modernizzazione e sulla riduzione degli arretrati di progetti. Tuttavia, questa abbondanza significa anche che i concorrenti si muoveranno altrettanto rapidamente e nuovi disruptor potranno emergere con ancora meno attrito.
- Astrazione: i moderni sistemi di intelligenza artificiale fungeranno da nuovo ponte tra persone e macchine, in modo simile a come il COBOL ha fatto per i linguaggi assembly e le interfacce utente grafiche (GUI) per le interfacce a riga di comando. I sistemi agentici, esperti sia nel codice che nel linguaggio naturale, permetteranno alle persone di passare dall’operare direttamente il software al fare richieste che avviano un processo agentico in grado di ragionare sulla richiesta, considerare funzioni, API, dati e strumenti necessari per affrontarla, e quindi creare e implementare un piano riutilizzabile. Questa astrazione non è solo una questione di facilità d’uso, ma sarà necessaria per mantenere la struttura e la governance in un mondo di programmazione autonoma.
- Autonomia: questo è considerato il pilastro più significativo. Le architetture attuali sono progettate per eseguire uno scopo singolare e rigidamente definito. L’autonomia supera questo limite, poiché i sistemi in grado di costruire ed eseguire codice da soli sono destinati a diventare potenti orchestratori e operatori del business, aprendo a un futuro di sistemi senza attriti e basati sull’intento. Tuttavia, ciò significa anche un modo radicalmente diverso di costruire e addestrare questi sistemi, dove potrebbe non essere sempre chiaro come o perché un sistema prende determinate decisioni, rendendo la fiducia essenziale.
Accenture Technology Vision 2025: l’impatto dell’AI sul lavoro
Secondo Accenture, l’impatto dell’AI sui ruoli lavorativi futuri sarà significativo e multisfaccettato, caratterizzato da un’evoluzione verso una maggiore autonomia e collaborazione tra persone e macchine.
L’AI trasformerà i ruoli lavorativi futuri in diversi modi:
- Aumento delle capacità individuali: l’AI, in particolare sotto forma di “cervelli digitali cognitivi”, opererà come un co-pilota o un assistente per gli individui, comprendendo il loro lavoro, apprendendo le loro preferenze e aiutandoli a diventare una versione migliorata di sé stessi. L’AI fornirà alle persone l’accesso a competenze che altrimenti non possederebbero, consentendo loro di agire con maggiore iniziativa e meno attrito.
- Il nuovo ciclo di apprendimento: l’AI generativa è intrinsecamente una tecnologia di apprendimento che diventa più capace e utile quanto più è vicina alle persone. Si innescherà un circolo virtuoso tra persone e AI: più le persone la usano, più migliorerà e più le persone vorranno usarla. Questo ciclo di apprendimento continuo sarà fondamentale per sviluppare i cervelli digitali cognitivi AI.
- Passaggio dall’automazione all’autonomia: invece di una semplice automazione, l’AI consentirà una maggiore autonomia nella forza lavoro. Si tratterà di dare alle persone la libertà di iniziare a lavorare in modo nuovo, costruendo piccole automazioni, trovando efficienze e vedendo quali nuove innovazioni funzionano e quali no.
- Evoluzione delle competenze e dei ruoli: L’AI consentirà ai lavoratori di acquisire “infinite” competenze, permettendo loro di superare la mancanza di tempo o di abilità per realizzare le proprie ambizioni. Ad esempio, un marketer potrà accedere a competenze di data science per convalidare le proprie idee. Tuttavia, le aziende dovranno anche considerare come dare alle persone maggiore “autonomia” su quale AI utilizzare, concentrandosi sugli aspetti del loro lavoro che preferiscono e lasciando che l’AI si espanda nei compiti più noiosi.
- Creazione di nuovi flussi di lavoro: l’AI generativa non si limiterà ad automatizzare i processi esistenti, ma creerà nuovi processi, flussi di lavoro e software. Questo avrà un impatto significativo su chi può sviluppare la tecnologia e su come può essere utilizzata.
- Collaborazione uomo-AI: L’AI non sostituirà necessariamente i lavoratori, ma piuttosto migliorerà la collaborazione tra persone e AI. Ad esempio, l’AI può aiutare i progettisti accedendo a conoscenze ingegneristiche di base, portando a una maggiore efficacia nella collaborazione.
- Necessità di riqualificazione e nuovi percorsi di carriera: con l’AI che trasforma il lavoro, le aziende dovranno rivalutare i talenti che valorizzano e come costruire carriere e fidelizzare le persone. Sarà fondamentale definire e formalizzare nuovi percorsi di crescita professionale in un contesto lavorativo con strumenti di AI generativa.
- Ruolo degli agenti AI: gli agenti AI rappresentano la massima espressione dell’innovazione AI e saranno in grado di affrontare compiti con un intervento umano minimo, apprendendo e crescendo nel tempo. Questi agenti potranno assumere un numero sempre maggiore di compiti, richiedendo alle aziende di ripensare le proprie architetture tecnologiche e i ruoli professionali.
- Impatto sui lavori fisici: l’AI sta portando un nuovo livello di autonomia anche nel mondo fisico attraverso i “physical copilots”, come robot ed esoscheletri, che possono aiutare le persone ad agire o ad agire per loro conto. Questo aprirà nuove possibilità di automazione e collaborazione uomo-robot anche in settori non tradizionalmente legati all’automazione.

Accenture Technology Vision 2025: l’AI, una questione di fiducia
Secondo Accenture, la crescente autonomia dell’AI ha un impatto significativo sulla fiducia tra aziende, clienti e dipendenti, e la gestione di questa fiducia è fondamentale per sfruttare appieno il potenziale dell’AI.
Impatto della crescente autonomia dell’AI sulla fiducia
- Fiducia tra aziende e sistemi AI: con la crescente autonomia dei sistemi AI, le aziende devono ripensare a quanta fiducia possono riporre in essi e quali misure di sicurezza potrebbero essere necessarie. L’esempio di “The AI Scientist” di Sakana AI, che ha autonomamente modificato il proprio codice, evidenzia come i modelli AI con la capacità di vincoli prestabiliti abbiano importanti implicazioni per la sicurezza dell’AI. Le aziende dovranno quindi sviluppare fiducia nel fatto che l’AI si comporti come previsto e giustamente, al di là di qualsiasi aspetto tecnico.
- Fiducia tra aziende e clienti: la crescente autonomia dell’AI sta anche influenzando la fiducia che le aziende hanno costruito con i propri clienti in diversi modi. L’uso di contenuti sintetici generati dall’AI, come materiali di marketing o conversazioni con chatbot, potrebbe far sentire i clienti ingannati se scoprono di non aver interagito con un essere umano o che le informazioni presentate non sono autentiche. Inoltre, con piattaforme di chat basate sull’IA generativa che potrebbero diventare la finestra principale sul mondo digitale, le aziende dovranno assicurarsi che i propri agenti AI siano in grado di distinguersi e di mantenere la fiducia dei clienti. È cruciale che le aziende iniettino la personalità del proprio marchio nei sistemi AI per evitare esperienze generiche e monotone, costruendo un’AI personificata in grado di creare relazioni e soddisfare le esigenze dei clienti su scala senza precedenti.
- Fiducia tra aziende e dipendenti: l’infusione di AI nel mondo del lavoro sta portando incertezza e sta scuotendo il rapporto di fiducia tra persone e datori di lavoro. Molti lavoratori utilizzano l’AI nel proprio lavoro ma sono riluttanti ad ammetterlo, temendo di apparire sostituibili. Questo non riguarda tanto la fiducia dei lavoratori nell’IA che utilizzano, quanto piuttosto la preoccupazione per la stabilità del proprio lavoro e per il futuro della propria carriera in un contesto di crescente automazione e autonomia dell’AI.

Come si può gestire la fiducia nell’era dell’AI autonoma
Accenture individua diversi percorsi per costruire una solida base di fiducia nell’AI autonoma:
- Rafforzare la sicurezza informatica e la fiducia nei sistemi digitali: strategie di cybersecurity come lo zero trust e l’analisi del comportamento delle entità saranno fondamentali per proteggere sistemi e dati, soprattutto considerando la dipendenza dell’IA dai dati. Le tecnologie di registro distribuito possono anche favorire la fiducia a livello di ecosistema.
- Costruire fiducia nell’AI stessa: il campo dell’AI responsabile sta diventando una disciplina consolidata. Le aziende dovranno adottare tecniche come la spiegabilità, la trasparenza sulla raccolta dei dati e la riduzione dei bias per creare un ponte tra le soluzioni tecniche e gli utenti. Essere preparati a rispondere a domande su come un’AI è stata addestrata, per chi lavora e come prende decisioni sarà inevitabile.
- Trovare un nuovo percorso verso la fiducia guidata dalle persone: è necessario affrontare domande su come saranno i percorsi di carriera quando molti lavori entry-level potranno essere svolti dall’AI, come si garantirà la sicurezza del lavoro per i dipendenti che sfruttano l’AI e come si manterrà un tocco personale con i clienti se il supporto “in prima linea” è costituito da agenti AI. Le aziende dovrebbero cercare di rispondere a queste domande in modo da promuovere una relazione simbiotica tra persone e AI. Coinvolgere i dipendenti nel processo di adozione dell’AI e mostrare loro i benefici può guadagnare la loro fiducia.
Inoltre, per preservare la fiducia in specifici contesti:
- Monitorare l’attività dei sistemi autonomi: con i sistemi autonomi alimentati da agenti che svolgono un ruolo sempre maggiore negli ecosistemi digitali, le aziende dovranno sorvegliarli attentamente e garantire che siano in atto delle misure di sicurezza. È fondamentale monitorare i dati a cui questi sistemi accedono, chi li dirige e la qualità dei loro risultati. La trasparenza in questo ambito contribuirà ad aumentare la fiducia dei dipendenti nei sistemi.
- Addestrare i sistemi autonomi a prendere buone decisioni: è importante definire cicli di feedback che premiano e rafforzano i risultati corretti degli agenti AI.
- Infondere personalità negli sforzi di AI generativa: definire una strategia per l’AI personificata e garantire che i chatbot si connettano efficacemente con le persone richiederà la collaborazione tra leader aziendali e tecnologi. È fondamentale definire il tipo di dati a cui il chatbot può e deve accedere e creare una strategia tecnica per dare vita all’AI personificata.
- Garantire misure di sicurezza intorno ai sistemi autonomi: stabilire regole di sicurezza dettagliate e un’infrastruttura tecnologica per applicarle è essenziale, soprattutto considerando la maggiore conoscenza dei clienti che l’AI personificata acquisisce. Definire e aggiornare continuamente le politiche di spiegabilità dell’AI sia per i clienti che all’interno dell’organizzazione è altrettanto importante.
- Allineare i chatbot al marchio: è fondamentale rivedere attentamente i dati utilizzati per addestrare gli agenti AI, sia per l’implementazione iniziale che per l’evoluzione delle loro funzionalità. Collaborare con esperti di AI per garantire che i dati di addestramento siano appropriati e per stabilire regole e limiti per gli agenti, allineandone le aree di conoscenza e il vocabolario al marchio aziendale.
- Dimostrare moderazione nella raccolta dei dati: le aziende devono dimostrare moderazione nelle relazioni che costruiscono e nei dati che raccolgono, nonché nel modo in cui utilizzano tali dati. Prepararsi alle sfide normative relative alla privacy e alla sicurezza dei dati e offrire ai clienti la possibilità di personalizzare le proprie impostazioni sulla privacy o di disattivare i chatbot sarà cruciale per costruire un marchio personificato di cui le persone si fidino.
Il concetto di “cervello digitale cognitivo“
Il concetto di “cervello digitale cognitivo” (cognitive digital brain) nell’AI si riferisce a un sistema centralizzato e in evoluzione che le aziende creeranno integrando l’intelligenza artificiale in profondità nelle loro operazioni. È visto come una trasformazione fondamentale del ruolo che la tecnologia svolge all’interno dell’impresa e nel rapporto con le persone.
Ecco gli aspetti chiave di questo concetto:
- Integrazione di conoscenza e processi aziendali: un cervello digitale cognitivo mira a incorporare flussi di lavoro hard-coded, conoscenza istituzionale, catene del valore, interazioni sociali e altri dati cruciali relativi al business e al mondo in un sistema unitario.
- Capacità di comprensione e azione avanzata: questo sistema non si limita ad archiviare informazioni, ma è progettato per comprendere e agire a un livello superiore rispetto ai sistemi tradizionali.
- Evoluzione dell’architettura aziendale: il cervello digitale cognitivo rappresenta un’evoluzione dell’architettura aziendale in qualcosa che può catturare la conoscenza collettiva dell’azienda, i suoi elementi differenzianti unici, la sua cultura e la sua personalità.
- Orchestratore e operatore autonomo: sarà un orchestratore chiave e persino un operatore autonomo per parti dell’azienda.
- Componente fondamentale del DNA aziendale: Si prevede che i cervelli digitali cognitivi diventeranno una parte essenziale del DNA delle imprese.
- Costituito da quattro livelli interconnessi: Come discusso nella nostra precedente conversazione e supportato dalla fonte, un cervello digitale cognitivo è composto da quattro strati interconnessi che insieme organizzano, elaborano e agiscono sulle informazioni:
- Conoscenza (Knowledge): tecnologie come i grafi di conoscenza e i database vettoriali sono utilizzate per raccogliere, organizzare e strutturare i dati provenienti da tutta l’azienda e oltre.
- Modelli (Models): modelli generativi AI su larga scala, insieme a modelli di machine learning classico e deep learning, eseguono funzioni di pensiero critico e ragionamento per trasformare i dati in risultati utilizzabili.
- Agenti (Agents): progettati per essere solutori di problemi, gli agenti AI affrontano compiti con un input umano minimo e sono capaci di apprendere e crescere nel tempo, portando pianificazione, riflessione e adattabilità.
- Architettura (Architecture): una dorsale completa che trasforma gli esperimenti AI in soluzioni di livello aziendale, scalando l’intelligenza in tutta l’organizzazione e nei flussi di lavoro esistenti, garantendo ripetibilità e riusabilità.
- Supporto all’autonomia e alle nuove capacità: La diffusione di questi cervelli digitali cognitivi consentirà all’AI di agire autonomamente per conto delle persone, fornendo loro la capacità di svolgere nuovi compiti e di eseguire quelli esistenti meglio che mai.
- Interazione a tutti i livelli: questi cervelli digitali cognitivi non opereranno isolatamente. Quando inizieranno a interagire a tutti i livelli (individui, aziende, industrie, governi), creeranno una crescita generale dell’intelligenza, elevando le capacità di tutte le parti coinvolte.
- Fondamento per ambizioni future: saranno utilizzati per alimentare ambizioni future come le architetture basate sull’intenzione.
- Necessità di fiducia: la realizzazione del pieno potenziale dei cervelli digitali cognitivi e dell’AI in generale richiederà una solida base di fiducia.
In sintesi, il “cervello digitale cognitivo” rappresenta la visione di un’intelligenza artificiale profondamente integrata nell’essenza operativa di un’azienda, capace di apprendere, ragionare e agire autonomamente a vari livelli, trasformando radicalmente il modo in cui le imprese funzionano e interagiscono con il mondo. La sua architettura stratificata è progettata per gestire la complessità dei dati aziendali e tradurli in azioni intelligenti, con l’obiettivo finale di migliorare le capacità umane e guidare l’innovazione.