“Le macchine ci ruberanno il lavoro” è un timore spesso espresso in periodi di rapido cambiamento tecnologico. Tale ansia è riemersa fortemente con l’avvento dei grandi modelli linguistici (ad esempio, ChatGPT, Bard, GPT-4) che dimostrano notevoli abilità in compiti dove precedentemente solo gli esseri umani erano proficienti. Uno studio recente del MIT, dal titolo “Beyond AI Exposure: Which Tasks are Cost-Effective to Automate with Computer Vision?“ ha rilevato che circa il 50% dei compiti potrebbe essere almeno parzialmente automatizzato con grandi modelli linguistici (LLM). Se un’automazione di tale portata dovesse avvenire rapidamente, rappresenterebbe una enorme perturbazione per la forza lavoro. Al contrario, se tale livello di automazione dovesse avvenire lentamente, la forza lavoro potrebbe essere in grado di adattarsi come ha fatto durante altre trasformazioni economiche (ad esempio passando dall’agricoltura alla manifattura).
indagine
La computer vision non ruberà posti di lavoro in fabbrica
Uno studio del MIT (Massachusetts Institute of Technology), analizza l’impatto delle tecnologie di intelligenza artificiale sull’economia e sulla forza lavoro e propone un modello di automazione AI end-to-end per comprendere meglio le implicazioni economiche e politiche dell’automazione
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