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Ottimizzare il business con l’AI, Microsoft punta sull’organizzazione agentica



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In occasione della tappa milanese dell’AI Tour, Microsoft ha condiviso la sua strategia per accompagnare le imprese italiane lungo il percorso di adozione dell’intelligenza artificiale: così le nuove piattaforme low code consentono di creare agenti sempre più specializzati. La partnership con Poste Italiane/Postel per accrescere la cultura digitale delle pmi

Pubblicato il 31 mar 2025



business AI

Ottimizzare il business con l’AI significa oggi passare dal concetto, pur molto recente, di intelligent enterprise a quello di organizzazione agentica. Si tratta di un percorso evolutivo che, una volta intrapreso, sancisce la definitiva presa di consapevolezza del ruolo che intelligenza artificiale e automazione sono destinate a ricoprire in tutte le imprese. Un ruolo pervasivo e soprattutto integrato, che fa leva su un terzo pilastro fondamentale: quello delle competenze (e delle sensibilità) umane.

Favorire questa transizione e supportarla con tecnologie, processi e approcci innovativi è l’obiettivo dell’AI L.A.B. di Microsoft Italia, il programma volto a promuovere le opportunità dell’Intelligenza Artificiale generativa per le aziende pubbliche e private, le PMI, i professionisti e gli studenti e a contribuire alla crescita sostenibile dell’Italia attraverso nuovi scenari di innovazione digitale.

AI L.A.B., il programma italiano che si sta affermando anche in Europa

Il 26 marzo, a Milano, Marco Di Lorenzo, Senior partner technology manager di Microsoft Italia, ha aperto i lavori delle sessioni del Microsoft AI Tour, dedicate agli strumenti e agli use case sviluppati in seno al progetto. “AI L.A.B. è la risposta di Microsoft alle richieste che continuano ad arrivare dalle imprese italiane che si interrogano su come introdurre e usare l’intelligenza artificiale per rivedere i processi e creare valore. Il programma, che può contare sulla collaborazione di 35 tech partner e una ventina tra università e incubatori, include attualmente più di 400 clienti con 600 progetti. Si tratta di un grande successo”, ha rimarcato Di Lorenzo.

Il piano è d’altra parte in continua evoluzione e solo negli ultimi mesi ha subito un ulteriore aggiornamento con la focalizzazione su tre aree distinte:

  • AI L.A.B. for Industries, una proposta pensata per grandi e medie imprese che puntano alla trasformazione end-to-end, e che ha l’ambizione di offrire, verticale per verticale, soluzioni per l’ottimizzazione dei processi core;
  • AI L.A.B. for Italy, dedicato come intuibile alle pmi;
  • AI L.A.B. for Good, che condensa in un’unica proposition tutto quello che l’AI può portare di buono sul territorio, dalla formazione con programmi mirati ai progetti di accessibilità e inclusione.

I cinque driver della strategia AI di Microsoft

A prescindere dall’area di riferimento, le iniziative che puntano a mettere a fattor comune business e AI si muovono su cinque direttrici. Il primo driver è quello dell’organizzazione e della cultura, con l’obiettivo di creare il mindset necessario a orchestrare il cambiamento. Impossibile poi non citare il tema strategico, essenziale per mettere a fuoco gli obiettivi dei processi che saranno amplificati dall’intelligenza artificiale. Il pillar centrale è quello che Microsoft definisce “Applied AI Experience”, essenziale nell’ottica di enfatizzare l’obiettivo di creare valore sostenibile e soluzioni riapplicabili a nuovi casi d’uso. Naturalmente bisogna sviluppare metodologie adeguate di AI governance, con particolare riferimento alla data protection; ultima, ma non per importanza, occorre una technology strategy, attraverso cui ciascuna organizzazione dovrebbe dotarsi di servizi e infrastrutture che consentano di raggiungere gli obiettivi prefissati e scalare le soluzioni.

Il ruolo centrale dell’organizzazione agentica

In questo scenario avrà, per l’appunto, un ruolo centrale il concetto di organizzazione agentica, che fa leva sull’utilizzo sistematico di soluzioni che orchestrano agenti, AI e componenti di process automation per creare assistenti virtuali sempre più specializzati in topic specifici e sempre più abili nell’interazione. “Dal nostro punto di vista, favorire questo modello significa agire su quattro fronti: bisogna innanzitutto arricchire l’esperienza dei dipendenti, migliorando la produttività ed eliminando task monotoni. Occorre poi migliorare il customer engagement, creando connessioni con l’esterno che consentano di percepire correttamente qual è la visione che i clienti hanno dell’azienda. Ma è indispensabile anche rivisitare i processi che caratterizzano l’operatività e soprattutto portare l’AI nei dipartimenti che disegnano l’innovazione dell’organizzazione”, ha rilanciato Di Lorenzo.

I nuovi strumenti messi a disposizione da Microsoft per ottimizzare il business con l’AI

Passare dalla teoria alla pratica vuol dire offrire alle imprese un portfolio di soluzioni e suite che facilitino l’avvicinamento agli strumenti di base e stimolino la creazione di esperienze avanzate attraverso la familiarizzazione con la tecnologia. In questo scenario, Copilot si affermerà sempre più come l’interfaccia dell’AI di Microsoft.

Le possibilità d’uso di Microsoft 365 Copilot crescono grazie all’introduzione costante di feature innovative, tra cui l’integrazione con gli agenti di Microsoft Dynamics 365, veri e propri assistenti virtuali specializzati, che includono conoscenze sspecifiche per supportare i team nell’ottimizzazione di processi in ambito sales, finance e supply chain. A questi si possono aggiungere agenti in grado di svolgere mansioni ancora più mirate, grazie all’interazione strategica con lo strumento per lo sviluppo low-code Copilot Studio, che consente a ogni organizzazione di generare copiloti verticali e personalizzati capaci di automatizzare e rendere più efficienti ed efficaci processi ad hoc.

Un altro strumento strategico che sostiene la diffusione dell’AI, in modo complementare a Copilot, è Azure AI Foundry, la piattaforma integrata che semplifica la creazione di agenti e app di intelligenza artificiale, consentendo a IT pro e sviluppatori di progettare e gestire soluzioni di Gen AI personalizzate, in modo rapido e sicuro, facendo leva sul cloud di Azure.

Azure AI Foundry offre, all’interno di un ambiente unificato, strumenti di AI avanzati, supporto per il training, soluzioni di sicurezza e oltre 1.800 modelli – Azure Open AI e open source – per costruire, testare e distribuire soluzioni AI che possano agire in maniera autonoma o integrarsi con Copilot.

Integrare business e AI: occorre (anche) un nuovo approccio culturale

La tecnologia, però, non è tutto: serve anche l’approccio culturale giusto. Secondo IDC, a livello globale la principale sfida nell’implementazione dell’AI risulta in effetti ancora lo skilling (per il 45% delle aziende), sia a livello di competenze tecniche specializzate, sia in termini di capacità necessarie per imparare a integrare business e AI.

E l’Italia si posiziona solo al 16esimo posto tra i Paesi Ocse per la diffusione di competenze legate alla tecnologia.

“Uno dei principali fattori ostativi è il mindset”, ha confermato Raffaele De Lucia, Innovation Hub & Cross sales director di Microsoft Italia . “Lo skilling può sembrare superfluo agli appassionati di tecnologia, ma non è così; occorre un approccio metodologico rigoroso per affrontare il tema dell’intelligenza artificiale in azienda. Prima di ogni altra cosa, bisogna individuare uno use case, tecnico e di business, e analizzarlo approfonditamente alla luce dei kpi che si intendono prendere in considerazione. Non sembra, ma è la fase più difficile: ho visto naufragare progetti di implementazione sulla carta molto promettenti perché o troppo complicati da sviluppare sul piano pratico o soggetti a restrizioni note a monte, ma non valutate durante l’assessment. Scegliere use case adeguati che soddisfino anche criteri e profili di rischio non immediatamente riscontrabili è dunque fondamentale. Il secondo passo, che costituisce un altro elemento di inibizione per molte imprese, riguarda la creazione di architetture di scala fin dal primo tentativo: invece di usare uno schema che supporta soltanto il prototipo allo studio, oggi è meglio puntare su un’architettura enterprise ready dotata di security governance e aperta ai vari partner tecnologici. Bisogna infine prevedere framework tecnici-procedurali per ottimizzare e snellire l’iter di approvazione e gestione”.

Le iniziative per avvicinare imprese e cittadini all’AI

Per supportare imprese e pubbliche amministrazioni lungo questo percorso, Microsoft Italia offre un workshop di tre giorni con contenuti personalizzabili. “Il primo giorno cerchiamo di mettere a fuoco l’outcome e di indirizzare l’impegno per procedere identificando il processo di value creation, che deve essere incrementale”, ha detto De Lucia. “Il secondo giorno è dedicato all’analisi funzionale dello use case, che ci permette di iniziare a parlare di architettura tecnica. L’ultima parte del workshop riguarda il POC vero e proprio, con i primi elementi di design della soluzione. Naturalmente non possiamo coprire in tre giorni tutta la value chain dell’azienda cliente, ma siamo convinti di poterla aiutare ad avvicinarsi al concetto di organizzazione agentica”.

Ma la cultura dell’AI non riguarda solo le organizzazioni. Parliamo di una rivoluzione che coinvolgerà tutti. E se la cosiddetta generazione alpha sta già cominciando a padroneggiare questi strumenti con la massima naturalezza, la maggior parte dei cittadini non sa ancora come approcciarsi alla nuova tecnologia. Ecco perché Microsoft ha lanciato anche l’AI National Skilling Initiative, che si propone di formare un milione di italiani sulle competenze legate all’intelligenza artificiale, attraverso strumenti concreti come AI Skills Navigator e AI Skills 4 All, che consentono di individuare online programmi di formazione su misura.

Il ruolo di Poste Italiane/Postel al fianco di Microsoft nella digitalizzazione del Paese

Tra i partner di primo piano di Microsoft Italia, c’è anche Poste Italiane/Postel, che in particolare ricopre un ruolo strategico nell’accompagnare pmi e startup in questo percorso di digitalizzazione. “L’obiettivo della partnership con Microsoft Italia è proprio quello di incrementare il livello di utilizzo di tecnologie abilitanti alla digitalizzazione, dal cloud all’intelligenza artificiale, a supporto sia del mondo della pubblica amministrazione che delle imprese, grandi o piccole che siano.

L’AI, in particolare, è forse la tecnologia con il ruolo maggiore nell’evoluzione digitale, anche perché ha il potere trasformativo più grande”, ha detto Carlo Rosini, amministratore delegato di Postel, società del gruppo Poste Italiane che si occupa di gestire tutti i servizi di comunicazione digitale: dai processi di stampa e di gestione documentale fino all’invio delle comunicazioni in modalità omnicanale, con una nuova focalizzazione sull’offerta di servizi tech ICT.

“In questa fase storica quindi puntiamo a essere un forte abilitatore per questa transizione nel contesto di un Paese che conta circa 220mila imprese con un numero di dipendenti che va dai 10 ai 240”, ha continuato Rosini. “Chiaramente, parliamo di organizzazioni caratterizzate da limitate risorse finanziarie (e spesso tecnico-digitali) che sicuramente vanno sviluppate, promuovendo anche una cultura organizzativa che le supporti in questo percorso trasformativo”.

Poste Italiane/Postel e Microsoft Italia si propongono dunque come partner strategici. Non solo rispetto alla fornitura di tecnologie abilitanti e di strumenti per la produttività, ma anche attraverso l’erogazione di servizi specializzati integrati all’interno delle nuove infrastrutture tecnologiche.

“In questa prospettiva, siamo agevolati dagli asset del gruppo Poste Italiane, che ci consentono di essere presenti in modo capillare sul territorio e di garantire un ulteriore supporto per tutte le realtà, anche le più piccole”, ha chiosato Rosini. “Un elemento distintivo nell’ottica di accompagnare davvero le imprese italiane lungo il percorso di trasformazione che le attende”.

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