Inaugurato a Como Volta B1, il computer quantistico D-Wave Advantage2 con oltre 4.400 qubit destinato alla ricerca e alle aziende. L’inaugurazione segna l’avvio ufficiale del progetto, mentre l’accesso operativo sarà disponibile dopo il completamento dell’installazione.
«Una nuova opportunità per la ricerca e le imprese italiane. Il governo Meloni investe nella capacità del Paese di sviluppare e utilizzare le tecnologie di frontiera», dichiara il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessio Butti, che ha la delega all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale. La dichiarazione accompagna un’iniziativa che combina investimenti privati, coordinamento istituzionale e nuove possibilità di sperimentazione per il sistema produttivo.
L’inaugurazione formale, con lo svelamento di una targa e la dichiarazione di entrata in funzione, coinvolge Butti e Vincenzo Vespri, presidente del Comitato nazionale per il bicentenario della morte di Alessandro Volta.
Il programma prevede la consegna simbolica di tre chiavette di accesso alla Provincia di Como, all’Università dell’Insubria e a Confindustria Como. Un gesto che identifica i tre destinatari del progetto: istituzioni, ricerca e imprese.

Indice degli argomenti:
Che cosa distingue il computer quantistico Volta B1
Volta B1 utilizza la tecnologia del quantum annealing, o ricottura quantistica, sviluppata da D-Wave. Si tratta di un’architettura specializzata nella ricerca di soluzioni a problemi di ottimizzazione. Quando occorre scegliere la combinazione migliore tra moltissime possibilità, il sistema rappresenta il problema attraverso configurazioni energetiche e cerca quelle a energia più bassa.
Un esempio è la pianificazione delle consegne: mezzi disponibili, orari, distanze e vincoli di servizio generano un numero elevato di combinazioni. I computer classici utilizzano già algoritmi efficaci per affrontarle.
L’annealer offre un approccio diverso, da confrontare con le tecniche tradizionali su casi specifici. Non è un elaboratore universale adatto indistintamente a qualsiasi programma, e i suoi qubit non possono essere confrontati direttamente con quelli delle macchine quantistiche basate su circuiti logici.
Oltre 4.400 qubit, ma il numero non basta
Advantage2 dispone di oltre 4.400 qubit superconduttivi, elementi fisici che sfruttano fenomeni quantistici per rappresentare e trattare le informazioni. Il processore opera a temperature estremamente basse ed è protetto da sistemi di raffreddamento e schermatura. Secondo la documentazione tecnica D-Wave, la topologia Zephyr consente a ciascun qubit di collegarsi fino a venti altri qubit, ampliando le configurazioni dei problemi rappresentabili.

L’azienda ha reso commercialmente disponibile Advantage2 nel maggio 2025. Rispetto alla generazione precedente, dichiara un miglioramento della coerenza, una riduzione del rumore e una maggiore scala energetica. Sono caratteristiche importanti, ma il numero dei qubit, isolato dal tipo di architettura e dalla qualità delle soluzioni, non costituisce una classifica attendibile della potenza di calcolo. Per valutare il sistema occorrono prove su problemi definiti, tempi di esecuzione e confronti con i migliori metodi classici disponibili.
D-Wave Advantage2, le caratteristiche principali
Il D-Wave Advantage2, installato a Como con il nome Volta B1, è il computer quantistico di sesta generazione sviluppato dall’azienda canadese D-Wave, basato sulla tecnologia del quantum annealing, progettata per affrontare problemi complessi di ottimizzazione. Il sistema dispone di oltre 4.400 qubit, più di 44.000 connessioni (coupler) e una connettività fino a 20 collegamenti per qubit, grazie alla topologia Zephyr. Rispetto alla precedente generazione Advantage, D-Wave dichiara un aumento del 40% della scala energetica, un raddoppio della coerenza e una riduzione del rumore di quattro volte, caratteristiche che puntano a migliorare velocità, stabilità e qualità dei risultati. L’integrazione con algoritmi ibridi quantistico-classici consente inoltre di affrontare problemi fino a due milioni di variabili.
Le principali applicazioni riguardano la logistica, la gestione delle catene di approvvigionamento, la pianificazione della produzione industriale, la simulazione dei materiali e l’intelligenza artificiale. Il sistema è accessibile attraverso Leap, il servizio cloud quantistico di D-Wave, disponibile in 42 Paesi, per il quale l’azienda dichiara una disponibilità del 99,9%, tempi di risposta inferiori al secondo e conformità allo standard di sicurezza SOC 2 Type 2. Advantage2 può anche essere acquistato e installato direttamente presso centri di supercalcolo, istituti di ricerca e grandi organizzazioni.
Tra le applicazioni industriali citate da D-Wave figura quella di Ford Otosan, che ha utilizzato un sistema quantistico ibrido per ridurre da 30 a meno di 5 minuti il tempo necessario a pianificare la sequenza produttiva di mille veicoli. L’azienda rivendica inoltre risultati avanzati nella simulazione di materiali magnetici, sulla base di confronti sperimentali con supercomputer tradizionali.
Logistica, energia e industria: le applicazioni possibili
Il Comitato promotore indica tra gli ambiti di impiego logistica, produzione industriale, trasporti, energia, manutenzione e programmazione dei servizi pubblici. In una fabbrica, per esempio, il calcolo può riguardare la sequenza delle lavorazioni per ridurre i tempi di fermo. Nella distribuzione può servire a organizzare percorsi, depositi e consegne. Nelle reti energetiche potrebbe contribuire alla pianificazione delle risorse rispettando numerosi vincoli contemporaneamente.
Si tratta di possibili applicazioni, non di risultati già ottenuti a Como. Ogni utilizzo richiede di tradurre il problema aziendale in un modello matematico compatibile con la macchina. Occorre poi verificare che i risultati siano utili, ripetibili e competitivi nei costi. L’approccio più realistico prevede sistemi ibridi: software e processori classici gestiscono dati e operazioni ordinarie, mentre il dispositivo quantistico interviene su parti selezionate del calcolo.
Il finanziamento privato da dieci milioni di euro
La realizzazione di Volta B1 deriva dall’accordo annunciato il 15 ottobre 2025 tra D-Wave e Swiss Quantum Technology, società indicata con la sigla Sqt. L’intesa vale dieci milioni di euro. Secondo il comunicato diffuso da D-Wave il 15 ottobre 2026, Sqt ha acquisito il 50 per cento della capacità del sistema per cinque anni e dispone di un’opzione per acquistarlo interamente.
Il modello finanziario distingue la macchina dagli investimenti pubblici destinati alla ricerca quantistica. Butti, intervenendo il 14 ottobre al Digital Innovation Forum di Cernobbio, ha affermato che l’infrastruttura «non ha drenato un centesimo di denaro pubblico». La presenza delle istituzioni nella cerimonia e il sostegno alle politiche del settore non equivalgono quindi a un finanziamento statale dell’acquisto. I dettagli economici e le condizioni di accesso per i futuri utenti saranno decisivi per misurare l’effettiva apertura dell’impianto.
Come si accederà al sistema
D-Wave prevede di rendere Volta B1 accessibile attraverso Leap, il proprio servizio di calcolo quantistico in cloud. I ricercatori e le aziende potranno quindi presentare problemi da remoto, senza dover possedere apparecchiature quantistiche o gestire direttamente il raffreddamento del processore. Il produttore dichiara per il servizio una disponibilità del 99,9 per cento, dato relativo alla piattaforma commerciale e non ancora a una verifica pubblica delle prestazioni dell’installazione comasca.
L’accesso via cloud amplia il bacino degli utenti potenziali, ma solleva questioni pratiche: costi delle elaborazioni, assegnazione dei tempi macchina, assistenza tecnica, protezione dei dati e disponibilità per università e piccole imprese. La capacità riservata dall’accordo a Sqt rende particolarmente importante chiarire come verrà distribuita la quota restante. Il percorso richiederà anche competenze commerciali, assistenza tecnica continuativa e formazione agli utilizzatori.
Dalla nascita di Q-Alliance al progetto Volta
Il progetto si colloca nel percorso di Q-Alliance, iniziativa presentata a Como nell’ottobre 2025 con la partecipazione di D-Wave e IonQ. L’obiettivo dichiarato è costruire collegamenti tra infrastrutture quantistiche, ricerca e industria. Nel giugno 2026 la Dichiarazione di Volta, firmata durante la World Tech Conference a Milano, ha definito un quadro di collaborazione su calcolo quantistico, intelligenza artificiale e infrastrutture digitali.
Un computer installato sul territorio può offrire maggiore prossimità ai gruppi di ricerca e facilitare percorsi formativi e progetti industriali. Non significa però autonomia tecnologica completa: il processore e la piattaforma provengono da un fornitore estero. Per l’Italia il valore dell’operazione dipenderà anche dalla capacità di sviluppare competenze, software e applicazioni propri, oltre all’accesso all’hardware.
Il ruolo di università e centri di ricerca

Tra gli interventi figurano quello di Maria Cristina Pierro, rettrice dell’Università dell’Insubria, e quello di Fabio Beltram, coordinatore scientifico del National Quantum Science and Technology Institute, partenariato sostenuto dal Pnrr attraverso il Ministero dell’Università e della Ricerca. Presente anche l’amministratore delegato di D-Wave, Alan Baratz, chiamato a illustrare le caratteristiche di Advantage2.
È prevista una relazione in collegamento del matematico Alain Connes dedicata all’ipotesi di Riemann. Il programma annuncia inoltre il Centro nazionale Volta, destinato a promuovere attività scientifiche, formazione e collaborazioni. Il riferimento a un celebre problema matematico non implica che la macchina possa risolverlo: la presentazione riguarda le prospettive dell’incontro tra matematica e calcolo avanzato.
La strategia italiana e gli obiettivi europei
L’inaugurazione arriva dopo l’adozione della Strategia italiana per le tecnologie quantistiche, comunicata dal Dipartimento per la trasformazione digitale l’11 luglio 2025 e successivamente illustrata in Consiglio dei ministri il 31 luglio. Il documento punta al coordinamento tra istituzioni, università e aziende, alla formazione di personale specializzato e alla valorizzazione industriale dei risultati scientifici.
A livello europeo, la Commissione ha presentato il 2 luglio 2025 la Quantum Europe Strategy, con l’obiettivo di rafforzare ricerca, infrastrutture, imprese, competenze e tecnologie a duplice uso. Bruxelles riconosce la forza scientifica del continente, ma anche la difficoltà nel trasformare i risultati dei laboratori in prodotti commerciali. La struttura di Como si inserisce in questo quadro come iniziativa locale con accesso potenzialmente internazionale, non come sostituto delle altre infrastrutture di calcolo e dei programmi europei.
Tra sicurezza nazionale e interesse industriale
Attenzione sulle applicazioni a duplice uso: ottimizzazione di reti, manutenzione di mezzi, gestione delle risorse e ricerca sui materiali possono interessare tanto il settore civile quanto quello della sicurezza.
La distinzione conta anche per la cybersicurezza. Un annealer progettato per l’ottimizzazione non coincide con un computer quantistico universale in grado di eseguire gli algoritmi che alimentano il dibattito sulla futura vulnerabilità di alcuni sistemi crittografici. Le decisioni sulla protezione delle comunicazioni richiedono valutazioni specifiche, separate dalle prestazioni del dispositivo inaugurato a Como.
Dopo la cerimonia, la verifica delle applicazioni
La prossima fase riguarderà il completamento dell’installazione e l’avvio dell’accesso operativo. Per ricercatori e aziende contano la possibilità di svolgere esperimenti, la trasparenza sui criteri di utilizzo e la disponibilità di personale capace di trasformare problemi reali in modelli di calcolo. Senza questi elementi, anche un sistema avanzato rischia di restare distante dalle necessità delle imprese.
Como ha scelto di collegare il progetto alla figura di Alessandro Volta, morto nel 1827, nel percorso verso il bicentenario del 2027. L’eredità scientifica più utile sarà però misurabile nei progetti sviluppati, nei ricercatori formati e nelle soluzioni effettivamente adottate.
Il passaggio decisivo, dopo l’inaugurazione, è trasformare l’accesso a Volta B1 in risultati verificabili.




